Descrizione
Dal valore delle produzioni locali alla costruzione di esperienze turistiche riconoscibili e fruibili tutto l'anno: al Teatro Roma il think tank “Oltre il prodotto. Il gusto come esperienza e posizionamento”, nell'ambito di Castagneto a Tavola.
Trasformare le eccellenze enogastronomiche della Costa degli Etruschi in un'offerta turistica strutturata, capace di valorizzare l'identità dei luoghi e attrarre visitatori durante tutto l'anno, è stato questo il filo conduttore del think tank “Oltre il prodotto. Il gusto come esperienza e posizionamento”, che si è svolto giovedì 29 ottobre al Teatro Roma di Castagneto Carducci, nell'ambito di Castagneto a Tavola. L'iniziativa, promossa dall'Assessore al Turismo Cristiano Pullini e dalla Sindaca Sandra Scarpellini, ha riunito esperti di turismo, professionisti dell'enogastronomia e operatori della filiera per ragionare sulle prospettive del turismo del gusto e sulle strategie per rafforzare il posizionamento della Costa degli Etruschi.
«Questo laboratorio di idee era proprio il tassello che mancava nel percorso di rinnovamento della manifestazione Castagneto a Tavola», ha spiegato l'assessore Cristiano Pullini, ricordando la volontà di trasformare l'evento in un contenitore di esperienze capaci di raccontare la cultura enogastronomica di Castagneto Carducci. «Per la Costa degli Etruschi il turismo enogastronomico rappresenta la principale leva di differenziazione dell'offerta rispetto al settore balneare». Una prospettiva che, secondo l'assessore, deve coinvolgere direttamente le imprese: «Il turismo lo fanno le imprese, per questo ci auguriamo che siano proprio queste a raccogliere l'invito a partecipare a questo momento di approfondimento sul nostro futuro e su come affrontarlo tutti insieme».
Il punto non è soltanto promuovere singole eccellenze, come i vini di Bolgheri DOC o l'olio, ma costruire intorno a queste un'offerta capace di mettere in relazione produzione, accoglienza, cucina e racconto del territorio. Un passaggio tutt'altro che automatico, come ha sottolineato Nicola Romanelli, founder di Travel Hashtag Advisory e presidente di ITOUR – Italian Council for Tourism & International Relations, che ha moderato il confronto: «Non basta avere grandi vini, un olio eccellente e una cucina riconoscibile: la sfida è trasformare queste risorse in un'esperienza che il viaggiatore possa scegliere, vivere e ricordare».
Romanelli ha richiamato anche la necessità di lavorare sulla competitività turistica, mettendo in relazione le produzioni con la capacità di accoglienza e con una proposta riconoscibile sui mercati internazionali. La Toscana, in questo senso, rappresenta un contesto particolarmente significativo: il legame tra paesaggio, cultura, vino e cucina costituisce già un elemento identitario forte, da tradurre in opportunità diffuse e in motivi di visita che vadano oltre la stagione estiva.
Il confronto ha affrontato questi temi da più prospettive. Il primo panel, dedicato alle strategie e ai modelli per attrarre flussi turistici qualificati, ha visto gli interventi di Gian Marco Centinaio, Carmen Bizzarri, esperta di turismo dell'Università Europea di Roma, e Marco Pavoletti, coordinatore dell'Ambito turistico Costa degli Etruschi. Si è parlato poi di cucina come espressione della storia e dell'identità di un luogo, nel dialogo tra Romanelli e lo chef e brand chef Lorenzo De Vivo Martini, con un approfondimento sul rapporto tra chef e produttori. Il secondo panel ha coinvolto rappresentanti della filiera del gusto, dalla Bolgheri DOC alla ristorazione e all'enoteca, per discutere delle possibilità di collaborazione nella costruzione di esperienze legate al territorio.
Tra i contributi anche quello di Luca Carnesecchi, che opera nel settore dell'incoming attraverso Italia Highlights e una DMC specializzata nella destinazione Italia, entrambe legate a Castagneto Carducci. «Il turismo enogastronomico rappresenta una grande opportunità, ma per tradurla in valore occorrono proposte autentiche», ha osservato. Per Carnesecchi, il confronto ha avuto anche un significato particolare: «Poterne parlare proprio a Castagneto Carducci, insieme ad autorevoli esperti del turismo italiano, professionisti dell'enogastronomia e alla community di Travel Hashtag Advisory, ha per me un significato speciale: significa contribuire al futuro del nostro territorio, partendo da ciò che lo rende unico».
Il convegno ha riportato così l'attenzione su una questione centrale per il futuro turistico della Costa degli Etruschi: fare sistema tra le realtà che ne compongono l'offerta, affinché le eccellenze già presenti non restino elementi isolati, ma diventino parte di un'esperienza territoriale riconoscibile, capace di attrarre visitatori in ogni periodo dell'anno.
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