08 September 2010    
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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La Citta' dei Bambini e delle Bambine



 

IL PROGETTO

Il progetto "La città dei bambini" nasce a Fano nel maggio 1991.
Rifiutando una interpretazione di tipo educativo o semplicemente di supporto ai bambini, il progetto si è nato fin dall'inizio una motivazione politica: operare per una nuova filosofia di governo della città assumendo i bambini come parametri e come garanti delle necessità i tutti i cittadini. Non quindi un maggior impegno per aumentare le risorse e i servizi a favore dell'infanzia, ma per una città diversa e migliore per tutti, in modo che anche i bambini possano vivere un'esperienza da cittadini, autonomi e partecipanti.
Fin dai primi anni Novanta il comune di Fano ha invitato i sindaci delle città italiane interessate ad aderire al progetto, ha promosso iniziative che hanno coinvolto centinaia di città e di scuole, ha organizzato incontri nazionali per bambini, educatori e amministratori. Nel 1996 l'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (allora Istituto di Psicologia) di Roma, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), ha costituito un gruppo di ricerca per il supporto e il coordinamento delle città che aderiscono al progetto internazionale "La città dei bambini" e per lo studio degli effetti delle sue attività sul cambiamento dell'ambiente urbano. Dal 2001 Roma ha aderito al progetto assumendo il ruolo di città capofila.
Negli ultimi decenni, anche a causa della scelta del cittadino adulto e produttivo come parametro di sviluppo e di cambiamento, la città a perso le sue originarie caratteristiche di luogo di incontro e di scambio. Ha rinunciato agli spazi pubblici che dell'incontro e dello scambio erano condizioni essenziali lasciando che i cortili, i marciapiedi, le strade e le piazze assumessero sempre più azioni legate all'auto e al commercio, sottraendole ai cittadini. Ha rifiutato la caratteristica di spazio condiviso e sistemico, nel quale ogni parte necessitava delle altre, per destinare spazi definiti a funzioni o ceti sociali diverse, costruendo così one ghetto e zone privilegiate, svuotando i centri storici e dando vita alle moderne periferie. La città così modificata è diventata un ambiente malsano per la salute a causa dell'inquinamento atmosferico e acustico, brutto e pericoloso.
L'impossibilità per i bambini di soddisfare le necessità primarie, come l'esperienza del gioco con i compagni e senza controllo adulto, in anni in cui si costruisce la personalità della donna e dell'uomo, ha un costo personale e sociale molto alto e pregiudica la formazione di adulti sereni, responsabili e consapevoli.
Le soluzioni private, come il ricorso a strategie di difesa personale (porte blindate, sistemi di allarme), l'accompagnamento dei bambini in macchina o l'incremento eccessivo di beni, non rispondono a quelle esigenze ed espongono i piccoli a frequenti periodi di solitudine. Occorre pensare a soluzioni sociali di cambiamento reale dell'intera città, delle sue caratteristiche strutturali e dei comportamenti dei cittadini.
I bambini, fin da piccoli, sono capaci di interpretare ed esprimere i propri bisogni e di contribuire al cambiamento delle loro città. I loro bisogni coincidono con quelli di gran parte dei cittadini, specie quelli piccoli. Vale quindi la pena dare loro la parola, chiamarli a partecipare, perché orse in loro nome e per il loro benessere è passibile chiedere ai cittadini adulti quei cambiamenti che difficilmente sono disposti ad accettare e a promuovere per altre motivazioni.
Questo progetto propone quindi di cambiare il parametro e di passare dall'adulto, maschio, lavoratore, al bambino: di abbassare l'ottica dell'amministrazione ad altezza di bambino per non perdere nessuno. Una città adatta ai bambini è una città ove tutti vivono bene. È una proposta trasversale che coinvolge tutti i settori dell'amministrazione, per questo è affidata al Sindaco e alla collegialità della sua Giunta.
 
L'AUTONOMIA
 
Fin dall'inizio il progetto ha assunto come uno dei suoi obiettivi principali quello di rendere possibile ai bambini di uscire di casa senza essere accompagnati, per poter incontrare gli amici e giocare con loro negli spazi pubblici della città, dal cortile al marciapiedi, dalla piazza al giardino. La necessità i avere sempre il controllo diretto degli adulti impedisce ai bambini di vivere esperienze fondamentali come l'esplorazione, la scoperta, la sorpresa, l'avventura, superando ogni volta i rischi necessari. L'impossibilità i provare queste emozioni e di costruire queste conoscenze crea gravi lacune nella costruzione di una personalità adulta, di regole di comportamento, di strumenti di conoscenza e di difesa.
 
LA PARTECIPAZIONE
 
Uno strumento fondamentale per ricostruire un ambiente accogliente e disponibile nei confronti dei bambini è chiedere il loro contributo, chiamarli a collaborare per un cambiamento reale dell'ambiente urbano. La partecipazione dei bambini è utile e vantaggiosa se si realizzano due condizioni fondamentali. La prima: l'adulto che invita i bambini a partecipare deve essere convinto che i bambini possono dare un contributo reale, essere disposto a tenerne conto e quindi avere effettivamente bisogno del loro aiuto. La seconda: l'adulto che invita i bambini a partecipare deve essere titolare del potere che partecipa per poter onorare l'impegno assunto. La scuola può far partecipare i bambini ad alcuni aspetti della sua organizzazione, così la famiglia per molte decisioni da prendere. La città attraverso i suoi amministratori può far partecipare i bambini ad alcune decisioni, a partire da quelle legate alle esigenze infantili come la ristrutturazione di spazi, arredi, ambienti o i problemi della mobilità pedonale. Attraverso le corrette forme di partecipazione i bambini vivono coerenti e importanti esperienze di cittadinanza che contribuiscono al benessere di tutti.
 
LA SICUREZZA
 
La ragione principale che impedisce ai bambini di uscire da casa, è la pericolosità della strada. Il traffico, l'inquinamento e la presenza di persone pericolose fanno pensare agli adulti che sia impossibile per un bambino scendere in strada da solo per giocare con gli amici. Le misure di difesa prevedono a livello individuale varie forme di "fortificazione" come porte blindate, sistemi di allarme da un lato e l'accompagnamento costante del bambino e la sua dotazione di strumenti di controllo remoto: dal telefonino al braccialetto a lettura satellitare. A livello sociale è semplicemente la richiesta di difesa pubblica, di maggiore presenza di polizia, di videocamere sulle aree pubbliche, di polizie private, d’armi individuali. Ma questi strumenti si sono sempre rivelati inefficaci e assolutamente lesivi dei diritti dei cittadini, specialmente di quelli più soli che in una situazione di difesa estrema sono condannati alla reclusione in casa. L'alternativa è a partecipazione, "l'occupazione" sociale degli spazi pubblici.
 
LA MOBILITA'
 
La mobilità dei bambini, che fino a qualche decennio fa era simile a quella dei loro genitori oggi è quasi scomparsa mentre quella degli adulti è enormemente aumentata. Oggi i bambini non possono uscire in strada perché i genitori si muovono troppo rendendo pericolose le strade e gli spazi pubblici della città. Le città muoiono di traffico, di ossido di carbonio, di emissioni che corrodono i monumenti. Muoiono perché 'automobile conta più dei loro padroni ed è difficile, a volte impossibile muoversi a piedi nella propria città. I bambini sono pedoni puri, non hanno alternative e allora protestano, chiedono agli amministratori di permettere loro di uscire di casa, di attraversare le strade, di usare le piazze, senza che i genitori abbiano paura. Nelle esperienze realizzate ormai da quasi dieci anni si è visto che la presenza di bambini nelle strade, per andare a scuola o per cercare compagni di gioco, ricrea negli adulti condizioni sociali di responsabilità  di protezione e quindi condizioni di sicurezza per i bambini stessi.
 
LE ATTIVITA'
 
Il progetto intende promuovere due aspetti fondamentali nella vita dei bambini: la loro autonomia e la loro partecipazione. In questi anni queste due linee principali hanno dato vita a diverse attività

1. Il Laboratorio "La città dei bambini"
Alle città che aderiscono si suggerisce di aprire un Laboratorio "La città dei bambini". Il Laboratorio è innanzi tutto un gruppo di lavoro costituito dall’Amministrazione, che elabora il progetto tenendo conto delle esigenze e delle risorse locali, che programma le attività, che ne cura lo sviluppo, che le valuta. Tiene i rapporti fra il Sindaco e i vari assessorati coinvolti e i bambini. Tiene i rapporti con il coordinamento nazionale e internazionale del progetto. Può possibilmente essere supportato da un gruppo di lavoro nel quale rappresentano i vari assessorati e i vari settori dell’Amministrazione.
Il Laboratorio è un luogo nel quale il gruppo di lavoro opera; si riunisce il Consiglio dei bambini; si incontrano gli adulti a vario titolo impegnati nelle varie attività insegnanti, tecnici comunali, rappresentanti delle associazioni, ecc.; si raccolgono i materiali che documentano le attività volte.

2. Il consiglio dei bambini
Una delle forme più che e significative di partecipazione infantile è quella del Consiglio dei bambini. Nasce dalla convinzione del Sindaco e degli amministratori che i bambini possano correttamente ed efficacemente contribuire ad un migliore governo della città.
Nel progetto "La città dei bambini" il Consiglio dei bambini è un gruppo di bambini che "dà consigli" agli adulti. È un gruppo di bambini che lavora con gli adulti del Laboratorio. Gli adulti stanno dalla loro parte, dando loro la possibilità di esprimersi e difendendo il loro punto di vista. Il Consiglio si occupa dei problemi della città. I bambini ne discutono partendo ovviamente dagli aspetti che conoscono, che li riguardano, denunciando eventuali inadeguatezze o ingiustizie e formulando proposte.

3. La progettazione partecipata
L'esperienza di Progettazione partecipata ai bambini è simile a quella del Consiglio, anche in questo caso un gruppo di bambini lavora con adulti per risolvere, con un ruolo protagonista, un problema reale della città. Mentre il Consiglio dei bambini ha una vocazione più “politica" dovendo dare consigli al Sindaco e all'amministrazione, questa esperienza è finalizzata a un preciso risultato operativo definito nel mandato che il gruppo riceve dalla stessa amministrazione. Si tratta di progettare uno spazio, un percorso, un servizio. L'attività termina con la presentazione del progetto.
In un periodo nel quale è difficile coinvolgere le giovani generazioni alla vita della città  nel quale le loro reazioni più frequenti sono quelle del disinteresse o del vandalismo, è importante coinvolgere bambini e giovani con ruoli di protagonismo, perché inventino "autori" della propria città. I bambini e i giovani svilupperanno un forte senso di appartenenza, di responsabilità  di cittadinanza. Gli spazi ristrutturati con il contributo dei bambini risultano più conosciuti, rispettati e difesi sia dai giovani che dagli abitanti del quartiere (li hanno fatti i loro figli). Il lavoro dovrà mirare a valorizzare l'originalità elle proposte infantili rese fattibili dalla competenza del tecnico adulto. Compito dell'adulto non è quindi quello di insegnare ai bambini come si progetta, ma come rendere realizzabili le loro idee, specie quelle più innovative.

4. A scuola ci andiamo da soli
Come primo contributo per la restituzione di autonomia si chiede ai bambini dai sei agli undici anni di andare a scuola e di tornare a casa senza essere accompagnati da adulti.
Questa attività fino a venti, trenta anni fa assolutamente normale in questa età  considerata oggi impossibile. Per realizzarla occorre un lavoro lungo e rispettoso delle paure delle famiglie, con il contributo di varie categorie sociali per ricostruire condizioni ambientali e sociali favorevoli.
La buona riuscita dell'attività on è solo un importante contributo per un sano sviluppo dei bambini e per un alleggerimento degli oneri delle famiglie, ma è anche un notevole contributo per la ricostruzione nei paesi e nelle città i un clima attento e solidale nei confronti delle categorie più deboli e per lo sviluppo sostenibile dei centri urbani.

4.1 Il ruolo della scuola
La scuola può avere un ruolo decisivo per la buona riuscita dell'iniziativa. Occorre che faccia sua questa attività  la inserisca nel Piano di offerta formativa (POF) come corretto programma di educazione ambientale e di educazione stradale da un lato e come importante proposta per lo sviluppo dell'autonomia e della salute dei bambini dall'altro. Il Laboratorio "La città dei bambini" collabora con la scuola e ne sostiene le attività.
Le classi studiano con vari strumenti appositamente elaborati i percorsi individuali dei bambini, li confrontano e ne esaminano le difficoltà. Effettuano con l'aiuto dei genitori e dei vigili urbani sopralluoghi per verificare i percorsi migliori e i punti di maggiore difficoltà. In base all'analisi dei percorsi di tutta la scuola si stabiliscono i punti di incontro dove i bambini potranno incontrarsi la mattina per procedere insieme. I bambini preparano un elenco di richieste da presentare all'amministrazione per interventi destinati alla sicurezza dei percorsi. Si deciderà i partire con l'iniziativa quando bambini e famiglie valuteranno che le condizioni sono accettabili per tutti.

4.2 Le famiglie
L'esperienza avrà successo quando le famiglie riconosceranno che l'andare a scuola da soli è possibile e accettabile per i loro figli. È quindi necessario coinvolgere le famiglie fin dall'inizio, far capire loro quanto è importante per i loro bambini recuperare un po' di autonomia e per il quartiere recuperare una solidarietà sociale e rassicurarle che l'iniziativa partirà quando tutti ne saranno convinti. I genitori più favorevoli e disponibili potranno formare un Comitato per lo studio delle necessarie iniziative da prendere per rendere sicuri i percorsi e per vincere le resistenze delle famiglie più restie. Il comitato sarà seguito dal Laboratorio "La città ei bambini" e da alcuni insegnanti.

4.3 Gli alleati
Il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, dei commercianti, degli artigiani e degli anziani, può favorire la sensibilizzazione dell'ambiente sociale dei quartieri coinvolti. La ricostruzione di un ambiente solidale e cooperativo è no degli obiettivi della proposta e una delle necessità sentite delle nostre città oggi. Gli anziani potranno aiutare i bambini ad attraversare nei punti di maggior pericolo; i commercianti e gli artigiani potranno offrire i loro esercizi come punti di riferimento per le eventuali necessità ei bambini che si muovono da soli. Una categoria particolare, che varrebbe la pena coinvolgere, è quella dei ragazzi più grandi, quelli delle medie inferiori e superiori, per chiedere loro una particolare prudenza con i motorini e qualche forma di partecipazione a favore dell'autonomia dei piccoli. Sempre più forte viene dalla pediatria una raccomandazione che i bambini possano camminare e andare a giocare liberamente, sia per evitare l'obesità infantile sia per sviluppare buone capacità i risposta e di reazione di fronte all'ambiente. 
 

 

 

Il progetto in Italia ed il gruppo di lavoro

verbale laboratorio del 20 dicembre 2006

 

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